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Le nemesiache

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La Nemesi di Medea (Una storia femminista lunga mezzo secolo) - 2019


[...Quest’ultimo lavoro nasce dal desiderio di dare veste editoriale alla storia di mezzo secolo del suo gruppo storico femminista napoletano, le Nemesiache, e parte dal 1968 per arrivare al 2018, attraverso la narrazione in prima persona di un percorso soggettivo nel collettivo. Potremmo definirlo anche un’opera di riappropriazione e rivendicazione in entrambe le dimensioni. Il percorso che Silvana compie nel suo libro è infatti un iter emozionale oltre che documentaristico....]

Rosa Sannino



Il ritorno di Cisarò - 2013


Un romanzo "fantapolitico"... un lavoro in cui ho tentato di reagire con i miei strumenti migliori al processo di mummificazione per eccesso esasperante di informazioni devianti, immagini false, moltepilici forme di mondanità immaginative prive di istanze contenutistiche, dove domina solo lo splendore illusorio ed illusionistico dei mass-media e degli strumenti tecnologici più avanzati che, in un sistema corrotto, non possono servire ad altro che a favorire o addirittura a architettare e realizzare i giochi e gli interessi degli arricchiti a dismisura e disonestamente sulla pelle degli altri! Per non dire della mediocre, squallidissima incapacità dei politici in buona fede e dei politicanti corrotti...



Contrappunto per soli timpani e oboe - 2010


Epistolario realmente intercorso tra Silvana Campese e il Poeta Lello Agretti. Un confronto sul piano personale e artistico con calzanti e "incalzanti" riflessioni sul presente. L'interlocuzione epistolare ricopre un arco di tempo reale, che va dal 30 luglio 2007 al 20 maggio 2008 e, come si dice nella presentazione,come dice Ida Alborino, non è una realtà fittizia ma autentica. Nella quale si affrontano nodi esistenziali irrisolti: il rapporto pubblico-privato, la caduta dei massimi sistemi con il tramonto di un'epoca, quella degli anni '70, percorsa da grandi ideali di cambiamento, l'insieme, che si è disciolto nel privato, con forti disillusioni, soprattutto per quanto riguarda la vita di Silvana, la cui rabbia disincantata è molto forte e critica, anche circa gli esiti del movimento femminista.



Strada facendo - 2002


E' certamente, tra i miei lavori, quello che considero il meno meritevole. Nel senso che, oggi come oggi, non lo pubblicherei... Ho scritto racconti di gran lunga migliori dopo quelli (magari li pubblicherò in futuro...) e per questa ragione, nonostante i riscontri a suo tempo positivi ( Ruffato, Magris ecc. ecc.) non mi sembra il caso di dilungarmi oltre. Lo boccio da sola. La critica di Felice Colucci fu feroce! Lo ringraziai. Per una persona che si propone pubblicando valgono molto le critiche negative! A volte il narcisismo degli artisti e degli scrittori è veramente patetico... Ben venga la frustata! Lì si misura il coraggio e l'umiltà dei "minori"!!! Chi non accetta di rientrare in questo ambito non potrà mai andare oltre... Resta esattamente dove sta e non procede



Prisma - 2001


Fra i numerosi commenti a Prisma - come quelli di Lina Mangiacapre, Marinella De Nigris, Victoriano Papa, Pier Antonio Toma, Gennaro Guaccio, Sergio Scisciot, Teresa Nastri - ce n'è uno di Giorgio Barberi Squarotti, che lo centra bene secondo me. Mi scrisse di suo pugno:
"Cara Campese, Le sono vivamente grato del gentile dono del Suo romanzo, che ho subito letto con interesse e partecipazione. E' una bella vicenda di vita e di sentimenti, condotta in modo efficacee e persuasivo, con punti a tratti di improvvisa ansia e drammaticità. La scrittura è limpida e sicura. Con molti cari auguri e saluti". Torino, 18 novembre 2001

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